Autore della card: La copertina della mostra è dell'artista brasiliana Suely Castro Mello, di San Paolo.
Artisti presenti:
ROOM 1
Ruggero Maggi, Giovanni Bonanno, Carla Sello, Carlo Iacomucci, Carmela Corsitto, Anna Boschi, Cinzia Farina, Alessandra Angelini, Ernesto Terlizzi, Gianfranco Duro, Gretel Fehr, Suely Castro Mello, Alfonso Lentini.
ROOM 2
Stella Maris Velasco, Fernanda Fedi & Gino Gini, Enzo Patti, Giovanni Fontana, Gian Paolo Roffi, Ilia Tufano, Ivana Geviti, Nicolò D’Alessandro, Oronzo Liuzzi, Marcello Diotallevi, Mauro Dal Fior.
ROOM 3
Daniel Daligand, Franco Panella, Gregorio Berchenko, Katerina Nicoltsou, Keiichi Nakamura, Romanin, Maya Lopez Muro, Bianca Noval.
ROOM 4
Serse Luigetti, Simone, Rolando Zucchini, Rosalie Gancie, Domenico Severino, Lucia Sapienza, Anna Crescenzi, Maria Grazia Martina, Viviana Ravelli, Veronique Champollion, Maria Teresa Cazzaro, Marzia Maria Braglia, Maria Grazia Focanti.
ROOM 5
Mirta Caccaro, Claudio Grandinetti, Rossella Quintini, Carmela Sarcina, Carla Di Pardo, Diana Magallon, Maria Vittoria Toson, Mavi Ferrando, Renata Danicek, Renata Di Palma, Sandro Di Cesare, Marcia Rosenberger, Marco Furia.
ROOM 6
Morice Marcuse, Spike Spence, Jack Seiei, Walter Pennacchi, Stradada, Renata e Giovanni Strada, Angela Caporaso, Alfonso Caccavale, Lucia Spagnuolo, Roberto Scala, Raul De Leon, Guroga.
Memorial Ruggero Maggi 2026
“Come un battito d’ali”
Preview - AMACI / VENTIDUESIMA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO 2026
Evento M.A.D. Mail Art Day
dal 16 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Evento: dal 16 ottobre 2026 al 10 Gennaio 2027
Presentazione di Sandro Bongiani del 7 ottobre 2026
Conosco Ruggero Maggi da lungo tempo; la mia è stata una assidua frequentazione condivisa durata oltre 40 anni, una collaborazione assidua con progetti, riflessioni e concretizzazioni di lavoro. Ruggero Maggi, torinese di nascita, milanese di adozione, figlio del mondo, ha vissuto intensamente il suo ruolo d‘artista e di uomo libero, un outsider non allineato, al punto che ancora oggi risulta difficile da catalogare. Inizia la sua attività di artista agli inizi degli anni 70 con lavori giovanili, caratterizzati da un certo surrealismo e con l’inserimento, sempre più insistente, di elementi di realtà che la visione, volutamente, non riesce ad assorbire. Con il passare degli anni, questa immissione di elementi “devianti” all’interno dell’opera diventa sempre più evidente, in un rapporto di intensa “osmosi”, con gli elementi del passato il legno, la pietra, il fossile, che convivono energeticamente con elementi tecnologici (tubi al neon, plexglass, laser), quasi una sorta di “sincronismo concettuale” ed emozionale. Il suo linguaggio “combina - dice Pierre Restany - elementi di alta tecnologia con i materiali primari ed elementari, il primitivismo con la sofisticazione”. Scrittore, ricercatore poetico-visivo, animatore del la Mail Art e teorico “dell’arte caotica”, Ruggero Maggi vanta opere esposte in permanenza al Museo di Storia Cinese di Pechino, al Museo d’Arte Moderna di Città del Messico e al Museo dell’Olografia di Parigi, e in diversi altri importanti musei e collezioni del mondo. Nonostante i diversi progetti realizzati precedentemente, devo ricordare con orgoglio la progettazione e la relativa mostra per i suoi 70 anni dal titolo “Fragilità e distacco” realizzata nel 2020, in cui l’artista ci suggerì l’utilizzo di una card con stampata una farfalla, forse già un presagio, prima dell’improvvisa scomparsa dell’artista avvenuta 5 anni dopo a Bologna il 29 ottobre del 2025. Da qui l’urgenza di avviare da subito un nuovo progetto internazionale del “Memorial” per il primo anniversario a lui dedicato, questa volta con un particolare e significativo titolo “Come un battito d’ali” consegnando agli artisti due card di lavoro con una particolare farfalla non più marrone ma ora di colore blu. Una farfalla come la Xerces (Glaucopsyche xerces) già estinta quasi un secolo fa a simboleggiare la trascorrenza e ciò che passa e finisce, per riflettere attivamente anche sul senso della fragilità, la perdita e il distacco che sono le condizioni naturali e ultime del nostro precario esistere.
Perché una farfalla blu come la Xerces, semplicemente perché questa particolare farfalla, più delle altre, racchiude in sé il concetto di fragilità e distacco, estinta per mano umana e dichiarata tale nel 1943. L’ultimo esemplare è stato visto e catturato a San Francisco il 23 marzo 1941 dall'entomologo W. Harry Lange, (anche se alcune fonti indicano gli ultimissimi avvistamenti nel 1943) nel distretto di Presidio, segnando di fatto la sua definitiva scomparsa. Questa particolare specie presente allora in un ecosistema molto specifico, conosciuta per le sue splendide ali azzurre dai riflessi metallici, viveva esclusivamente sulle dune di sabbia costiere della penisola di San Francisco, in California. È tragicamente nota per essere stata anche la prima specie di insetto americana ad estinguersi a causa dell'uomo e della distruzione del suo habitat dovuta alla rapidissima urbanizzazione della città. In particolare, i bruchi di questa farfalla si nutrivano esclusivamente di piante del genere “Lotus”, non avendo più queste piante per nutrirsi, la popolazione crollò rapidamente fino a estinguersi. I trascorsi dell’uomo contemporaneo sono momenti inquieti in cui la provvisorietà e l’incoscienza navigano a vista. La Xerces è l’opposto del dejà vu: incarna il concetto dell’l’irripetibile, ossia, di ciò che passa e se ne va lasciandoci sempre qualcosa che ha a che fare con la nostalgia e la perdita. Memoria sospesa come la scomparsa di una persona o di una cosa importante e cara.
La Xerces Blue è tutto ciò: Un’ala blu che esiste ormai solo custodita in qualche vecchia scatola della memoria, una vibrazione che non c’è più ma che cerchi insistentemente ancora. Insomma, qualcosa che svanisce senza alcun rumore e tuttavia lascia un segno significativo della sua assenza. Proprio come gli artisti di frontiera come Ruggero Maggi che ha lavorato per lungo tempo nell’isolamento collettivo, non curandosi affatto del mercato e delle proposte deboli del sistema culturale arrogante. Per questo “memorial” dedicato a Ruggero Maggi una Xerces blu vuol significare la provvisorietà del vivere, tra l'essere e il nulla, inoltre, è anche la versione naturale e poetica degli artisti che da tempo seguo, archivio e cerco in tutti i modi di far conoscere, destinati dal sistema culturale corrotto a condividere forsanche l’oblio come la Xerces, emblema di un ricercare le vibrazioni sospese e perdute che resistono insistentemente solo nella memoria dell’uomo. La fragilità per Roberto Gramiccia è un “intercettare una connessione sottile tra debolezza e riflessione che può divenire uno “strumento di comprensione di sé e degli altri e possibile nuova visione del mondo - aggiungendo - siamo tutti fragili e quando ci riconosciamo in questa dimensione essa può diventare il punto di partenza per percorsi evoluzioni, cambiamenti, canalizzandosi verso vette nel segno di una idea di coesione/incontro con l’altro”. Purtroppo con la prematura scomparsa di Ruggero Maggi si perde uno dei personaggi autorevoli della scena artistica italiana, un'artista autentico che ha saputo nell’isolamento indicarci come l'arte contemporanea sia, prima di ogni altra cosa, uno spazio di riflessione e soprattutto di rigorosa libertà e creatività.
Già nella lontana retrospettiva del 2009 alla Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dal titolo “L’arte di confine di un artista outsider” - scrivevo - “Sicuramente nello spazio-tempo della vita di un uomo la natura è la misura della sua coscienza e della sua sensibilità. Ruggero è cosciente della triste situazione dell’uomo senza futuro; evidenzia lo sforzo di convivere con la tecnologia e tenta di instaurare un possibile dialogo con essa, quasi una rivitalizzazione dei materiali naturali o artificiali, raccolti e riproposti in una dimensione “altra”. Ruggero Maggi lavora spesso sui materiali trovati, che colloca dentro lo spazio reale e in tal modo diventano memorie urbane, come ha scritto Pierre Restany, presentando più di una volta il lavoro di R. Maggi, segnalando: “Siamo in una società post-industriale dunque in una società che non ha superato di fatto lo stadio industriale, anzi ne è satura, e totalmente satura di industrie. In questa società, è necessario reinventare il rapporto fra l’uomo e la macchina. Ridefinire questo rapporto implica creare le condizioni giuste e vere di un “dialogo". E’ proprio nel cuore di questo dialogo che si inserisce la ricerca linguistica di R. Maggi. Infatti, l’artista si interroga sulla natura che non può più rappresentare, tutt’al più la ricrea per frammenti di materia naturale e artificiale”.
Pertanto, la poetica di Ruggero Maggi, si affida ad una dialettica elementare e primaria che va a confrontare con la tecnologia e la sofisticazione; accostando il neon ai materiali primari li de-materializza e li concettualizza immettendoli nel circuito della memoria, così facendo, la scatola, l’installazione, diventa il luogo che archivia e conserva i dati raccolti come quasi una raccolta della sopravvivenza. Questa immissione di elementi naturali e artificiali, in un rapporto continuo di intensa “interferenza” in cui gli elementi naturali (il legno, la pietra, il fossile) convivono con elementi tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), creando uno strano sincronismo emozionale che diventa “cortocircuito” ad alta frequenza. Quello che crea Maggi è un universo privato di frammenti di realtà, raccolti, conservati e rivitalizzati da un neon di luce industriale o da un laser tecnologico che viene messo in vista, desideroso di essere conosciuto e che l’artista “generosamente” esibisce.
Per questo evento sono presenti 70 importanti artisti contemporanei, 138 opere e anche un’immensa nostalgia difficile da cancellare.
Breve Biografia
Dal 1973 Ruggero Maggi si è occupato di poesia visiva e libri d’artista (Archivio Non solo libri), dal 1975 di copy art e arte postale (Archivio Amazon dedicato alla eco-arte); dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte incentrata sulla teoria del caos e dei frattali. Ha partecipato ad alcune edizioni della Biennale di Venezia e alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo. Nel 2006 ha realizzato Underwood, intervento site- specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 ha presentato il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia. Dal 2011 al 2019 ha ideato e curato a Venezia “Padiglione Tibet – il padiglione per un paese che non c’è”, progetto parallelo alla Biennale e nel 2021 Padiglione Birmania, progetto di Mail Art e infine le mostre M.A.D. del 2023, 2024 e del 2025, qualche mese prima della sua scomparsa.
ARCHIVIO AMAZON
le principali tematiche affrontate e sviluppate negli anni da Maggi e raccolte nel suo archivio Amazon: quelle sul tema più specifico dell’Amazzonia (con i progetti Museo in casa 1979; Amazon Archive 1980 al SixtoNotes di Milano; Amazonic Trip 1980 1° mostra di Mail Art in Perù, Amazonic Highways 1981 16. Biennale di San Paolo (BR). Il Progetto Ombra fu presentato nel 1988 anche a Senigallia con l’attiva collaborazione di Stefano Schiavoni, Carlo Emanuele Bugatti (al tempo Direttore del Museo Comunale dell’Informazione) e l’artista Chiara Diamantini. Alcune altre iniziative: Solidarte – Uniti per la Pace e La Saga di Gina. Importante fu il Milan Art Center fondato e diretto da Maggi esattamente 53 anni fa che svolse un’intensa attività multimediale con particolare riferimento alla ricerca contemporanea sperimentale, alla Mail art, alla Poesia visiva e al libro d’artista. I Congressi Decentralizzati di Mail Art tra il 1986 e 1992. Progetti GenerAction e TERRA|materiaprima a cura di Maggi e con la presentazione di Emma Zanella realizzati a Gallarate presso il MA*GA e l’Università del Melo con il supporto di Marco Predazzi, Benedetto Predazzi e Gabriele Illarietti e ancora i progetti realizzati al Museo Diotti di Casalmaggiore: Card, L’Amazzonia deve vivere e Mail Art a Stelle e Strisce con il supporto di Roberta Ronda e Valter Rosa rispettivamente Direttore e Conservatore del Museo. Avremo anche un ricordo attraverso foto e testi di personaggi che Maggi definisce “infiniti”, come GAC, Pierre Restany, Ray Johnson e Shozo Shimamoto e La lunga linea infinita di Piero Manzoni installazione collettiva di Mail Art organizzata da Maggi e Paolo Barrile nel 1992 e Il progetto Caos/Caotica Arte Ordinata Scienza. La parte documentativa sarà costituita da pubblicazioni di Mail Art come Meta+Verse realizzata da Maggi e Hans Braumüller, Uniti nella Mail Art scritta da Braumüller, Maggi, Clemente Padin, Chuck Welch. Infine le ultime progettualità 1962|2022 60 anni di Arte Postale progetto presentato nel 2022 con il supporto di Poste Italiane a Saronno con la presentazione della docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera Lorella Giudici, i Padiglioni di Mail Art dedicati al Tibet, alla Birmania e all’Ucraina, quest’ultimo organizzato con la collaborazione del SACS diretto da Cristina Sosio; la mostra Mail Art quintessenza della comunicazione creativa al Museo dei Tasso e della storia postale di Camerata Cornello (BG) diretto da Fabio Bonacina e la fattiva collaborazione con Sandro Bongiani ideatore dello Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno, e infine le mostre M.A.D. Mail Art Day del 2023, 2024 e del 2025. Nel 1985 a Milano, Ruggero Maggi ha conosciuto e instaurato una profonda amicizia con il critico e gallerista Sandro Bongiani, con lui ha collaborato nel corso di vari decenni attivamente a numerosi progetti internazionali di Mail Art e di arte contemporanea.
SANDRO BONGIANI ARTE CONTEMPORANEA
Memorial Ruggero Maggi 1950-2025
M.A.D - Mail Art Day
“Come un battito d’ali”
a cura di Sandro Bongiani
PREVIEW: 9 e 10 ottobre 2026
EVENTO: da venerdì 16 ottobre 2026 a domenica 10 gennaio 2027
La Galleria Sandro Bongiani Arte Contemporanea è lieta di inaugurare sabato 10 ottobre 2026 alle ore 18,00, presso la Galleria Sandro Bongiani Vrspace la preview del Memorial Ruggero Maggi 2026. Un evento con 70 artisti e 138 opere presentato in contemporanea con AMACI/ 22 giornata del Contemporaneo e successivamente con l’evento ufficiale del M.A.D. Mail Art Day dal 16 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Ruggero Maggi, torinese di nascita, milanese di adozione, figlio del mondo, ha vissuto intensamente il suo ruolo d‘artista e di uomo libero; un outsider non allineato, al punto che ancora oggi risulta difficile da catalogare. Inizia la sua attività di artista agli inizi degli anni 70 con lavori giovanili, caratterizzati da un certo surrealismo e con l’inserimento, sempre più insistente, di elementi di realtà che la visione, volutamente, non riesce ad assorbire. Con il passare degli anni, questa immissione di elementi “devianti” all’interno dell’opera diventa sempre più evidente, in un rapporto di intensa “osmosi”, con gli elementi del passato il legno, la pietra, il fossile), che convivono energeticamente con elementi tecnologici (tubi al neon, plexglass, laser), quasi una sorta di “sincronismo concettuale” ed emozionale. Il suo linguaggio “combina – dice Pierre Restany – elementi di alta tecnologia con i materiali primari ed elementari, il primitivismo con la sofisticazione”. Scrittore, ricercatore poetico-visivo, animatore del la Mail Art e teorico “dell’arte caotica”, Ruggero Maggi vanta opere esposte in permanenza al Museo di Storia Cinese di Pechino, al Museo d’Arte Moderna di Città del Messico e al Museo dell’Olografia di Parigi, e in diversi altri importanti musei e collezioni del mondo. Nonostante i diversi progetti realizzati, dobbiamo ricordare con orgoglio la progettazione e la relativa mostra per i 70 anni di Ruggero Maggi dal titolo “Fragilità e distacco” realizzata nel 2020 in cui l’artista ci suggerì l’utilizzo di una card con stampata una farfalla, già un presagio, prima dell’improvvisa scomparsa dell’artista avvenuta 5 anni dopo a Bologna il 29 ottobre del 2025. Da qui l’urgenza di avviare da subito un nuovo progetto internazionale come “Memorial per il primo anniversario a lui dedicato, questa volta con un particolare e significativo titolo “Come un battito d’ali” inviando agli artisti due card di lavoro con una particolare farfalla non più marrone ma ora di colore blu. Una farfalla come la Xerces (Glaucopsyche xerces) già estinta quasi un secolo fa a simboleggiare la trascorrenza e ciò che passa e finisce, per riflettere attivamente sul senso della fragilità, la perdita e il distacco che sono le condizioni naturali e ultime del nostro precario esistere.
Già nella lontana retrospettiva del 2009 alla Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dal titolo “L’arte di confine di un artista outsider” –Sandro Bongiani scriveva- “… sicuramente nello spazio-tempo della vita di un uomo la natura è la misura della sua coscienza e della sua sensibilità. Ruggero è cosciente della triste situazione dell’uomo senza futuro; evidenzia lo sforzo di convivere con la tecnologia e tenta di instaurare un possibile dialogo con essa, quasi una rivitalizzazione dei materiali naturali o artificiali, raccolti e riproposti in una dimensione “altra. Infatti, l’artista si interroga sulla natura che non può più rappresentare, tutt’al più la ricrea per frammenti di materia naturale e artificiale”. Una poetica e una visione creativa affidata ad una dialettica elementare e primaria che va a confrontare con la tecnologia e la sofisticazione; accostando il neon ai materiali primari li de-materializza e li concettualizza immettendoli nel circuito della memoria, così facendo, la scatola, l’installazione, diventa il luogo che archivia e conserva i dati raccolti come quasi una raccolta della sopravvivenza. Questa immissione di elementi naturali e artificiali, in un rapporto continuo di intensa “interferenza” in cui gli elementi naturali (il legno, la pietra, il fossile) convivono con elementi tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), creano uno strano sincronismo emozionale che diventa “cortocircuito” ad alta frequenza. Quello che in definitiva crea Ruggero Maggi è un universo privato di frammenti di realtà, raccolti, conservati e rivitalizzati da un neon di luce industriale o da un laser tecnologico che viene messo in vista, desideroso di essere conosciuto e che l’artista “generosamente” esibisce.
Artisti presenti:
Alessandra Angelini - Alfonso Caccavale - Alfonso Lentini - Angela Caporaso - Anna Boschi - Anna Crescenzi - Bianca Noval - Carla Di Pardo - Carla Sello - Carlo Iacomucci - Carmela Corsitto - Carmela Sarcina - Cinzia Farina - Claudio Grandinetti - Daniel Daligand - Diana Magallon - Domenico Severino - Enzo Patti - Ernesto Terlizzi - Fernanda Fedi - Gino Gini - Franco Panella - Gian Paolo Roffi - Gianfranco Duro - Giovanni Bonanno - Giovanni Fontana - Gregorio Berchenko - Gretel Fehr - Guroga - Ilia Tufano - Ivana Geviti - Jack Seiei - Katerina Nicoltsou - Keiichi Nakamura - Lucia Sa-pienza - Lucia Spagnuolo - Marcello Diotallevi - Marcia Rosenberger - Marco Furia - Maria Grazia Focanti - Maria Grazia Martina - Maria Teresa Cazzaro - Maria Vittoria Toson - Marzia Maria Braglia - Mauro Dal Fior - Mavi Ferrando - Maya Lopez Muro - Mirta Caccaro - Morice Marcuse - Nicolò D’Alessandro - Oronzo Liuzzi - Raul De Leon - Renata Danicek - Renata Di Palma - Renata e Giovanni Strada - Roberto Scala - Rolando Zucchini - Rosalie Gancie - Rossella Quintini - Ruggero Maggi - Sabina Romanin - Sandro Di Cesare - Serse Luigetti - Simone (…) - Spike Spence - Stella Maris Velasco - Suely Castro - Veronique Champollion - Viviana Ravelli - Walter Pennacchi.
Sandro Bongiani Arte Contemporanea
“Memorial Ruggero Maggi (1950-2025)
“Come un battito d’ali”
a cura di Sandro Bongiani
6 Room presso la galleria Sandro Bongiani Vrspace con 70 artisti e 138 opere della Collezione del Bongiani Art Museum di Salerno (Italy).
Preview 9 e 10 ottobre in contemporanea con AMACI/ Ventiduesima giornata del Contemporaneo 2026
Vernissage della Mostra/Progetto: venerdì 16 ottobre ore 18:00
Da venerdì 16 ottobre 2026 a domenica 10 gennaio 2027
Orari: tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00
https://www.sandrobongianivrspace.it/
E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225
Credits: Sandro Bongiani Arte Contemporanea.