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Sandro Bongiani Arte Contemporanea
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In coincidenza con il tema “Stranieri Ovunque” e in contemporanea con la 60. Biennale Internazionale di Venezia 2024 sono presenti dal 15 al 24 novembre 2024 presso il Pavilion Locust Valley 28 artisti contemporanei in 28 singole sale,ognuno con una personale di opere scelte.
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Sala

Mostra Retrospettiva “Viaggi e costellazioni alla ricerca dell’infinito” Opere 1956-2020

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Giulia Napoleone

20 marzo 2021 - 30 giugno 2021

CONTEMPORANEA / Ricerche e materiali marginali attivi

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Collettiva

23 agosto 2021 - 25 settembre 2021

"In forma di luce tra Ludoscopi e opere pittoriche". Opere 1965-2017

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Paolo Scirpa

9 ottobre 2021 - 28 novembre 2021

Mostra Retrospettiva  “L’uomo contemporaneo tra degrado e riscatto” Opere 1976 - 2021

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Andrea Bonanno

11 dicembre 2021 - 13 febbraio 2022

Mostra Antologica di RCBz, l’arte tra ironia, satira e immaginazione

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RCBz

19 febbraio 2022 - 16 aprile 2022

Ray Johnson, Relazioni marginali sostenibili / One

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Ray Johnson

30 aprile 2022 - 30 giugno 2022

Relazioni Marginali Sostenibili / TWO

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Ray Johnson

23 luglio 2022 - 18 settembre 2022

Ray Johnson & Coco Gordon  in “Collaborative collaborations”

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Ray Johnson

2 ottobre 2022 - 26 novembre 2022

MEMORIAL SHOZO SHIMAMOTO   DECENNIAL 2013 - 2023

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Shozo Shimamoto

25 febbraio 2023 - 30 aprile 2023

LiberaMente / IS CONTEMPORARY ART A PRISON?

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Collettiva

2 ottobre 2023 - 16 dicembre 2023

Retrospettiva, l’essenza nascosta delle cose - 1961/2023

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Giovanni Leto

30 gennaio 2024 - 31 marzo 2024

Pavilion Locust Valley / Generazione Marginali Attivi Ovunque

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Biennale 2024

15 aprile 2024 - 24 novembre 2024

“Segni, tracce e carte d’artista”

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Collettiva

28 gennaio 2025 - 23 marzo 2025

Memorial Outsider Art Brut Jean Dubuffet

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Collettiva

25 marzo 2025 - 20 aprile 2025

Noviadi  Angkasapura, Condividere l’invisibile

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Retrospettiva

5 maggio 2025 - 20 luglio 2025

Caroline Demangel, “Indagare l’emozione tra impulso e tensione visionaria”.

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Retrospettiva

2 agosto 2025 - 30 agosto 2025

Retrospettiva di Stephanie Denaes Lucas

Retrospettiva di Stephanie Denaes Lucas

Retrospettiva

23 settembre 2025 - 23 novembre 2025

 

“Generazione Marginali Attivi Ovunque”

Active Marginal Generation Everywhere

 Pavilion Locust Valley

Presentazione  di Sandro Bongiani 

Salerno, 4 aprile 2024

 

Dopo la mostra del progetto internazionale dal titolo “LiberaMente / Is Contemporary Art a Prison?” a cura di Sandro Bongiani, presentato ufficialmente il 2 ottobre 2023 presso la Galleria Sandro Bongiani Vrspace ecco un altro importante appuntamento sul tema  dello straniero ovunque, ovvero,“Generazione Marginali Attivi Ovunque, in cui viene segnalata la condizione  di diverse generazioni di artisti marginali attivi che in modo originale e solitario hanno continuato a lavorare nell’isolamento  collettivo, alcuni anche per diversi decenni non curandosi  minimamente del mercato e del sistema ufficiale dell’arte producendo nel tempo opere per certi versi non conformi ai dettami imposti dal mercato e proseguendo in un cosciente viaggio  isolato e personale. Sono presenti a questo evento collettivo, ognuno con una propria personale artisti importanti come: Ray Johnson, Guglielmo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Clemente Padin, Lamberto Pignotti, Giovanni Fontana, Paolo Scirpa, Marcello Diotallevi, Giuliano Mauri, Giulia Napoleone, Pietro Lista, Paolo Gubinelli, Giovanni Leto, Coco Gordon, Anna Boschi, John M. Bennett, Nicolò D’Alessandro, Enzo Patti, Serse Luigetti, Franco Panella, Ryosuke Cohen, Ernesto Terlizzi, Mauro Magni, Andrea Bonanno, Gabi Minedi, Raffaele Boemio, Ruggero Maggi e Reid Wood.

L’espressione “Stranieri Ovunque” scelto da questa 60. Biennale Internazionale di Venezia 2024 ci vuole far intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi  l’artista nel profondo sarà sempre uno straniero. Non viene mai per niente sottolineata la condizione di disagio dell’artista poco compreso dal sistema dell’arte. Questa è l’altra faccia della medaglia per niente  indagata a questa 60. Biennale di Venezia. Inoltre, ci preme sottolineare al curatore Adriano Pedrosa che aveva preso  in prestito il titolo di questa biennale da un’opera «Foreigners Everywhere» (2005) del collettivo italo-britannico Claire Fontaine, che in un tempo non recente ma già remoto rispetto l’opera di Claire Fontaine vi è stato un autentico “stranger” come il siciliano Ignazio Corsaro  vissuto per diverso tempo a Napoli fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2013 che dal 1986 in poi ha indagato insistentemente la condizione dell’artista “stranger” producendo a proprie spese  senza alcun finanziamento pubblico da parte delle istituzioni  un  insolito bollettino semestrale edito a  Napoli dal titolo “Lo Straniero”, in cui metteva in evidenza l’isolamento dell’artista contemporaneo di fronte a un sistema arrogante che costringe e umilia. Infatti, nell’anno III  numero 5 del semestrale Lo Straniero del 1988 scriveva: “Prima o poi anche tu sbatterai contro “lo straniero” perché il vero straniero non è un estraneo ma te stesso”. Nello stesso numero in una lettera/confessione il qui presente, immaginando di essere Caravaggio, (chi più di lui può essere considerato uno straniero), rispondeva:  Caro Ignazio, approfitto di questa occasione per parlare di un necessario “armistizio” tra chi si contende l’arte, da una parte l’artista, che sceglie questa professione perché spera di sfuggire alla morsa alienata della vita a vedere il mondo a modo suo alla ricerca della libertà. Dall’altro i mercanti, gli speculatori e i profeti dell’ultima ora che vedono nell’attività creativa lo strumento che fa leva sulle ambizioni dell’uomo: ricchezza, potere, successo. Un armistizio implicherebbe un riposo dell’arte,  gli artisti, finalmente nella quiete dei loro studi potrebbero dedicarsi con passione e pazienza alle loro ricerche inutili, senza preoccupazioni, come uomini saggi e felici piuttosto che cambiavalute angosciati. ”Da diverso tempo abbiamo deciso di dare la giusta attenzione a generazioni di artisti del panorama contemporaneo; in particolare alle generazioni nate tra gli anni 20’ e gli anni 70’ non pienamente considerati  da parte della critica e dal sistema dell’arte spesso confuso  e arrogante che preferisce proporre insistentemente proposte deboli, valorizzando  volutamente artisti a servizio del potere culturale, come in questa Biennale di quest’anno incentrata  sull’emigrazione intesa come osservatorio privilegiato del presente con una decisa e massiccia presenza  a Venezia di artisti provenienti dal sud del mondo di matrice indigena, ovvero artisti provenienti da comunità o aree geografiche considerate marginali. Tutto ciò ci appare un deludente  stratagemma  per buttare fumo negli occhi e nascondere di fatto i veri problemi che da diverso tempo agitano le coscienze e le proposte libere relegate, purtroppo, ai margini dal sistema ufficiale dell’arte, di artisti volutamente in controtendenza rispetto alle “inscenate”  imposte dal sistema  culturale planetario dell’arte, presenze già da tempo trascurate e rimaste in ombra rispetto le dinamiche di mercato e dagli approcci sensazionalistici che caratterizzano l’arte di oggi.  Ad un tema  generico scelto da  questa biennale abbiamo preferito segnalare la condizione difficile e marginale attiva di 28 artisti di diverse generazioni e  latitudini del mondo costretti a vivere  da “straniero sempre”, non semplicemente nel senso geografico del termine  ma soprattutto  umano e esistenziale. 

Ecco una sorta di convinta rilettura non visibile quest’anno a Venezia ma presente  per l’occorrenza in un padiglione  del tutto virtuale, con un’area immaginaria di 28 sale presso il Pavilion Locust Valley in cui sono stati coinvolti 28 artisti in altrettanti mostre personali in un lucido e suggestivo percorso, ognuno con la propria specifica personalità e intensità creativa per una condivisione globale via web  a 360 gradi in tutto il mondo a basso contenuto di emissioni CO2.

 

 

 

 

 

Sono presenti a questo evento collettivo, ognuno con una propria personale artisti importanti come: Ray Johnson, Guglielmo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Clemente Padin, Lamberto Pignotti, Giovanni Fontana, Paolo Scirpa, Marcello Diotallevi, Giuliano Mauri, Giulia Napoleone, Pietro Lista, Paolo Gubinelli, Giovanni Leto, Coco Gordon, Anna Boschi, John M. Bennett, Nicolò D’Alessandro, Enzo Patti, Serse Luigetti, Franco Panella, Ryosuke Cohen, Ernesto Terlizzi, Mauro Magni, Andrea Bonanno, Gabi Minedi, Raffaele Boemio, Ruggero Maggi e Reid Wood. Ecco una sorta di convinta rilettura delle proposte in atto presentate per l’occorrenza in un padiglione  del tutto virtuale, con un’area immaginaria presso il Pavilion Locust Valley in cui sono stati coinvolti 28 artisti in altrettanti mostre retrospettive in un lucido e suggestivo percorso, ognuno con la propria specifica personalità e intensità creativa per una condivisione globale via web.

LE  ROOM  E  LE  OPERE

 

SALA 1 - Ray Johnson,  Detroit, Michigan, Stati Uniti 1927 – 1995.

Opere 1970 - 1979

SALA 2 - Guglielmo Achille Cavellini, Brescia, 1914 – 1990.

Opere 1963 - 1988

SALA 3 - Shozo Shimamoto, Osaka, Giappone 1928 – 2013  

Opere 1981-1993

SALA 4 - Clemente Padin, Lascano, Rocha, Uruguay, 1939.

Opere 1968 - 2021   

SALA 5 - Lamberto Pignotti, Firenze, 1926.

Opere 1965 – 2012

SALA 6 - Giovanni Fontana, Frosinone, 1946.

Opere 2018-2020

SALA 7 - Paolo Scirpa, Siracusa, 1934.

Opere 1981 – 2019

SALA 8 - Marcello Diotallevi, Fano, 1942.

Opere 1995 – 2014

SALA 9 - Giuliano Mauri, Lodivecchio, 1838 – 2009.

Opere 1978 – 2011

SALA 10 - Giulia Napoleone, Pescara, 1936,

Opere 1967 – 2020

SALA 11 - Pietro Lista, Castiglione del Lago, 1941.

Opere 1970 – 2010

SALA 12 - Paolo Gubinelli, Matelica (MC), 1945.

Opere 1977 – 2021

SALA 13 - Giovanni Leto, Monreale, 1946.

Opere 1995 - 2020

SALA 14 - Coco Gordon, Genova, 1938.

Opere 1958 – 2022

SALA 15 - Anna Boschi, Bologna, 1944.

Opere 1969 – 2023

SALA 16 - John M. Bennett, Chicago, 1942 (USA).

Opere 2009 - 2023

SALA 17 - Nicolò D’Alessandro, Tripoli, 1944.

Opere 2008 – 2023

SALA 18 - Enzo Patti, Favignana, 1947.

Opere 1980 – 2024

SALA 19 - Serse Luigetti, Castiglione del Lago, 1949.

Opere 1970 – 2024

SALA 20 - Franco Panella, Montevago, (AG) 1950 .

Opere 1991 – 2023  

SALA 21 - Ryosuke Cohen,  Osaka, Giappone, 1948.

Opere 2015 - 2023

SALA 22 - Ernesto Terlizzi, Angri, 1949.

Opere 1978 – 2023

SALA 23 - Mauro Magni, Roma, 1962.

Opere 2010 – 2021

SALA 24 - Andrea Bonanno,  Agrigento, 1945.

Opere 1983 - 2023

SALA 25 - Gabi Minedi,  Abruzzo, 1954.

Opere 1999 - 2024

SALA 26 - Raffaele Boemio, Afragola, 1952.

Opere 1971 - 2023

SALA 27 -  Ruggero Maggi, Torino, 1950.

Opere 1975 - 2020  

SALA 28 - Reid Wood, Urbana, USA, 1948.

Opere 2014 - 2024.

 

 

 

Pavilion Locust Valley

Generazione Marginali Attivi Ovunque - Active Marginal Generation Everywhere

Vengono presentati per questo evento  collettivo 28 artisti selezionati di diversa nazionalità in 28 singole sale, ognuno con una personale di opere scelte.

 

La Galleria Sandro Bongiani Arte Contemporanea  è lieta di inaugurare dal  15 al 24 novembre 2024 presso il Pavilion Locust Valley, in coincidenza con il tema “Stranieri Ovunque”  e in contemporanea con la 60. Biennale Internazionale di Venezia 2024, l’evento internazionale “Generazione Marginali Attivi Ovunque - Active Marginal Generation Everywhere”, a cura di Sandro Bongiani  con 28 artisti selezionati presenti in 28 singole sale, ognuno con  significative opere scelte per questo evento  a loro dedicato.

Dopo la mostra del progetto internazionale dal titolo “LiberaMente / Is Contemporary Art a Prison?” a cura di Sandro Bongiani, presentato ufficialmente il 2 ottobre 2023 presso la Galleria Sandro Bongiani Vrspace ecco un altro importante appuntamento sul tema  dello straniero ovunque, ovvero,“Generazione Marginali Attivi Ovunque”, in cui viene segnalata la condizione  di diverse generazioni di artisti marginali attivi che in modo originale e solitario hanno continuato a lavorare spesso nell’isolamento  collettivo, alcuni anche per diversi decenni non curandosi  minimamente del mercato e del sistema ufficiale dell’arte producendo nel tempo opere per certi versi non conformi ai dettami imposti dal mercato e proseguendo in un cosciente viaggio solitario e  personale. Sono presenti a questo evento collettivo, ognuno con una propria personale artisti importanti come: Ray Johnson, Guglielmo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Clemente Padin, Lamberto Pignotti, Giovanni Fontana, Paolo Scirpa, Marcello Diotallevi, Giuliano Mauri, Giulia Napoleone, Pietro Lista, Paolo Gubinelli, Giovanni Leto, Coco Gordon, Anna Boschi, John M. Bennett, Nicolò D’Alessandro, Enzo Patti, Serse Luigetti, Franco Panella, Ryosuke Cohen, Ernesto Terlizzi, Mauro Magni, Andrea Bonanno, Gabi Minedi, Raffaele Boemio, Ruggero Maggi e Reid Wood. Ecco una sorta di convinta rilettura delle proposte in atto presentate per l’occorrenza in un padiglione  del tutto virtuale, con un’area immaginaria presso il Pavilion Locust Valley in cui sono stati coinvolti 28 artisti in altrettanti mostre retrospettive in un lucido e suggestivo percorso, ognuno con la propria specifica personalità e intensità creativa per una condivisione globale via web.

 

Pavilion Locust Valley 

“Generazione Marginali Attivi Ovunque – Active Marginal Generation Everywhere”

28 mostre personali  di Arte Contemporanea

a cura di Sandro Bongiani

da Lunedì  15 aprile 2024 a sabato 24 novembre 2024

Opening Lunedi  15 aprile 2024  ore 18:00          

ORARI:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

https://www.sandrobongianivrspace.it/

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225

Credits: Sandro Bongiani Arte Contemporanea

 

 

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